Bianco e puro armellin, che pria morire
Vòl che per macchia divenir vermiglio,
A la mia bella donna rassomiglio,
Qualora avvien che segga, et io la mire.
D'una angeletta che mai non delire
Da la strada del ciel, di rosa e giglio
Incoronata, in lei sembianza piglio,
S'io la veggio il bel piè movendo gire.
E s'io odo il parlar vago et accorto,
Scorgo dolce armonia, celeste canto,
Da fare un monte andar, fermare il sole.
Dolci bellezze, che m'accendon tanto
Del dolce mio leggiadro almo conforto,
Dolce gir, dolce star, dolci parole!