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1485–1529

LXVII

Luigi Da Porto

Ghelino è morto, et io son vivo ancora; Egli è salito al cielo, io giaccio in terra; Egli è colmo di pace, io d'aspra guerra; Lui piacer fa gioir, me doglia accora.

Pur devrebbe esser presso il giorno e l'ora D'aprirsi la pregion, che qui mi serra, E tôr da me quel peso che m'atterra, Che assai più ch'altro dolce e car mi fôra.

Dunque bramato dì mena a dar fine, Morte, a l'aspra fortuna, che sommerso Mi tien nel mar del mio continuo pianto. Se forse non indugi, acciò che 'l fine

Del mio fratel si legga in prosa, in verso: E quant'io qui l'amai, piangal qui tanto.

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LXVII · Luigi Da Porto · Poetry Cove