Ghelino è morto, et io son vivo ancora;
Egli è salito al cielo, io giaccio in terra;
Egli è colmo di pace, io d'aspra guerra;
Lui piacer fa gioir, me doglia accora.
Pur devrebbe esser presso il giorno e l'ora
D'aprirsi la pregion, che qui mi serra,
E tôr da me quel peso che m'atterra,
Che assai più ch'altro dolce e car mi fôra.
Dunque bramato dì mena a dar fine,
Morte, a l'aspra fortuna, che sommerso
Mi tien nel mar del mio continuo pianto.
Se forse non indugi, acciò che 'l fine
Del mio fratel si legga in prosa, in verso:
E quant'io qui l'amai, piangal qui tanto.