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1485–1529

LXVI

Luigi Da Porto

Quanto non pianse mai sopra le salse Acque, madonna, alcun, vo piangend'io, E de l'immenso amor pagando il fio Che a quel portai, che più che 'l mondo valse.

E se vivendo già di lui mi calse, Or più che mai men cal, poi che salìo Il bel suo spirto al ciel, là onde uscìo, Lasciando voi, per cui tanto arse et alse,

E me, cui fu sì caro, in doglia e in pianto, Con la vita a disdegno, e con desio Di null'altro parlar fuor che di morte. Ahi mondo infido, che prometti tanto

E nulla osservi; ahi nostra dura sorte, Come potrò senza lui viver io?

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LXVI · Luigi Da Porto · Poetry Cove