Anima, che tornando al ciel vedesti
La luna in Pesce e 'l suo fratello in Tauro,
E dal mar del Cattaio al Caspio, al Mauro,
E dal gran Nilo al Rhen par non avesti,
Quel che fu in me (e tu, spero, vedesti)
Mira or nel volto del divin tesauro:
Fede più chiara assai che forbit'auro,
Alti pensieri e desir' dolci onesti.
E vederai che quanto Morte allenta
D'Amore il laccio, che per te mi prese,
E tanto la memoria tua lo stringe;
Per ch'io non gioia più, non pace senta,
Quella crudel sì tosto al ciel ti rese,
E 'l volto mio del suo color depinge.