Gli occhi e l'orecchie mie fanno al cor guerra,
Vedendo il volto e 'l parlar vostro udendo,
Ché in quel rara beltà chiaro comprendo,
Per questo odo 'l valor che in voi si serra.
L'uno m'inalza e l'altra poi m'atterra,
Ché, udendovi, d'amor speranza prendo;
Schernendo poi me stesso il cor riprendo,
Ché voi veggio alta, e me basso uomo a terra.
Onde il mio cor mai non s'accorda seco,
Ché il veder ghiaccio il fa, l'udir acceso:
Tal sento e scorgo in voi virtù e bellezza.
Meglio era esser quell'ora sordo e cieco,
Che sentendo e mirando restai preso
Dal vostro suon, da la vostra vaghezza.