Luna, ch'or sei Proserpina, or Dïana,
Or hai ritonda, et or cornuta forma,
E dal ciel splendi, mentr'io seguo l'orma
Di chi m'è tanto et a pietà lontana,
Con la tua luce ogni mio duol risana,
E di pensier' più lieti il cor informa:
Così nel seno Endimïon ti dorma,
E la strada di Dite ti sia piana.
Ne le tue selve e ne' sacrati campi
Greggia non entri; e vi sian fere et erbe,
E fonti, e fiori, e frutti, et aure, et ombre.
Il sol nel tuo bel volto più non stampi
Quel de la terra, ma sì chiaro il serbe,
Che nebbia o incontro suo mai non l'adombre.