Né perché le sorelle di Phetonte
Piangesser sopra il Po di lui la morte,
E le ratte Sabine la lor sorte,
Né perché Egeria divenisse un fonte,
Cader giamai da sì onorata fronte
Lagrime sopra guancie di duol smorte,
Com'uscir vidi da due luci accorte,
De l'altrui mal pietose, al mio sì pronte.
Piangevan gli occhi bei, che in lor sempre hanno
Onesto amor, sì di pietate ardenti,
Che tutti gli altri fer di pianger vaghi.
E se ciò fosse stato del mio affanno,
Non udirian sì spesso i miei lamenti
Or piagge, or selve, or monti, or fiumi, or laghi.