De la Città la qual Lepido honora
e che nome real par che ritegna
che de gli altri vicin la fa più degna,
nel fonte un vago lauro hoggi dimora,
onde se Phebo non temesse anchora
di quel per cui seco talhor si sdegna,
tanta beltà nel tronco altiero regna
ch'eterna a i rami suoi faria l'Aurora.
Però se 'n tanta oscura nebbia e pioggia,
se nel soffiar de' più rabbiosi venti
ne l'alte nubi i suoi bei raggi asconde
sol per dar loco a le virtù più ardenti
ove sua luce 'n tutto si confonde,
non così spesso a questo aere s'appoggia.