A l'error de le crespe treccie bionde,
al girar de' più vivi ardenti raggi,
ne teme Apol, e poggia alto i vïaggi,
e i crini e i lumi fra le nubi asconde.
Da lor le 'nterne alme virtù profonde
produr pensier, non le vïole, i faggi
prevede e 'n sé gravi futuri oltraggi
come maggior di lui cause seconde.
E così l'aria, da vergogna acceso,
di venti 'ngombra e di maligno humore,
mostrando la cagion de' suoi martiri.
E quell'altiera che l'ha tanto offeso,
standosi ascosa al tenebroso horrore,
causa un nembo di pianti e sospiri.