Dolce, acceso, amoroso pensier mio
che dal più vago e più pregiato oggetto
mandi l'idea al già stanco 'ntelletto
e rappresenti 'n sogni 'l bel desio,
non più da gli occhi un lagrimoso rio,
né sospir gravi ad infiammarmi 'l petto
sian da te mossi e, per l'altrui diffetto,
te stesso non voler porre 'n oblio.
A me, sola mortal caduca vita
priva del sacro angelico sembiante,
sta 'l sospirar e 'l lagrimar sovente;
tu di questa a me cruda dipartita,
tra più 'nfelici un sol felice amante
esser ti veggio, ché gli sei presente.