Dal suo chiaro terren, dolce e nativo,
Che del fero nemico ha visto in mano,
L'antico abitator sen va lontano
Della sposa, dei ben, dei figli privo:
Lasso, angoscioso, e di sé stesso schivo,
Questo e quel cerca poi paese strano,
I suoi danni a ciascun narrando in vano,
E versando talor dagli occhi un rivo:
Poi rivolgendo il ciel, novella viene,
Che 'l suo crudo avversario in bando è gito;
Onde il patrio confin lieto ritruova.
Tal era io senza voi tristo e smarrito:
Or piena è l'alma di dolcezza nuova,
Glorïoso mio Re, ch'a voi riviene.