Lassi! piangiamo, ahimè, che l'empia morte
N'ha crudelmente svelta una più santa,
Una più amica, una più dolce Pianta
Che mai nascesse: ahi nostra trista sorte!
Ahi del ciel dure leggi, inique e torte,
Per cui sì verde in sul fiorir si schianta
Sì gentil ramo, e ben preda altra e tanta
Non resta all'ore sì fugaci e corte!
Or poi che il nostro segretario antico
In cielo ha l'alma, e le membra sotterra,
Morte, io non temo più le tue fere armi.
Per costui m'era il viver fatto amico,
Per costui sol temea l'aspra tua guerra:
Or che tolto me l'hai, che puoi tu farmi?