Chiari signor che dell'Italia bella
(Come piacque a chi 'l può) reggete il freno,
Non v'accorgete che al natio terreno
Si procura da voi larga procella?
Voi posto avete in la suprema sella
Tal, che macchiato di mortal veleno,
Crudo per voi coltel s'asconde in seno
Sotto chiara e gentil dolce favella.
E quegli aurati fior che vaghi fêro
I vostri almi giardin fiorir mai sempre
Svegliendo, invece lor nutriste spine.
Ma siavi a mente pur che Giove alfine
Non sosterrà che in sì dannose tempre
Sia d'ingiusti rettor sì giusto impero.