Ben muovo i tristi passi, e drizzo il volto
Verso le piagge tue, vago Orïente;
Ma il gire ov'Arno mormorar si sente,
Lasso! novellamente il ciel m'ha tolto.
Resti il tosco terren fra i lacci avvolto
Che han tutte in lui le sue dolcezze spente;
Ch'io non posso altro, e 'l Gallico Ponente
Sarà il mio nido omai fiorito e c¢lto.
Sarà il mio albergo, e con la cetra ognora
Del gran Francesco mio l'opre leggiadre
Starò cantando in questa parte e in quella,
Gli atti e 'l valor dell'onorata madre
Talor pingendo, e le virtù talora
Della chiara regal diva sorella.