Come spesso col ciel mi doglio indarno
Veggendo, ahi lasso! in che periglio e danno
Son tutti quei, che sulle rive stanno
Ove il piccol Mugnon s'aggiunge ad Arno!
Come temendo ognor mi struggo e scarno
Che d'empia morte, ohimè! crudele inganno
Non mi furi il veder chi d'anno in anno
Sola pingendo levemente incarno!
Temo che 'l voi mirar, leggiadra Pianta,
Non m'involi il morir; poi surge spene
Che senz'altro dubbiar m'ingombra il seno.
Fammi risovvenir che l'ombra santa
Ha tal virtù che fin sopr'Arno viene,
Né può star contra lei peste o veleno.