Dolce t¢sco terren, ch'io toccai pria
Quando veste mortal quaggiù mi diede
Quella stella crudel che amore e fede
Non han fatta giammai più dolce e pia;
Tu il nome solo avrai, ma l'alma mia
Lunge trova da te novella sede:
Tu mi nutristi, un altro mi possiede:
Tu la mia patria, altri il mio albergo fia.
Né mai sì sconsolato peregrino
Lasciò i suoi figli e il suo natio paese,
Com'io qui lascerei l'altrui contrade.
Né ciò mio fallo il fa, ma mio destino,
Che altrove mi mostrò largo e cortese
Virtù, senno, valor, grazia e beltade.