Cieco sperar, che dalla Libra al Tauro
Quello ingordo desir, che l'alma rode,
Nodrito hai sempre con tue dolci frode,
Che a sì lungo tardar sarìa restauro;
E ch'assai tosto il ricco suo tesauro
Lunge vedrebbe ove Durenza il gode,
L'alta sua Pianta, ch'ogni pregio e lode
All'edra, al pino invola, al mirto, al lauro;
Pur già riporta il tuo cortese aprile
A' colli, a' boschi suoi l'erbe e le fronde,
E il sereno e il cristallo all'aria, all'onde;
A me non già quella che a me s'asconde
Primavera leggiadra, alma e gentile,
Che ogni cosa mortal mi face a vile.