Qual grazia, qual destin, qual sorte amica,
O liguro terren, t'ha fatto degno
Di produr Pianta ov'ogni umano ingegno
Di maraviglia sé medesmo intrica?
Quai Medi, quai Sabei, qual terra aprica
Vider sì prezïoso e caro legno,
Che pur dell'ombra sua non fosse indegno?
Né mai lingua sarà, che a pien ne dica.
Son fede e castità le sue radici,
La scorza e 'l tronco suo grazia e beltade:
Son chiari detti i fior, le frondi onore.
I frutti son virtù più d'altre ornate,
Cui solo il rimembrar fa noi felici:
Or dunque che sarìa sentir l'odore?