Qualor più spera d'addrizzar la prora
Il cortese nocchier de' miei desiri
Vêr l'occidente, ei par che sempre spiri
Vento, che 'l torna, ohimè! verso l'Aurora.
Deh, come prego Amor divoto allora
Che altrui faccia sentir com'io sospiri,
E quante senta il cor pene e martìri
Che del segnato dì trapassi l'ora!
Lasso! ch'io mi credea che fosse il Cielo
Mortal nimico a quel ch'io chiegga e brami,
Ma più d'ogni estimar lo trovo assai.
Pascomi di sperar tra 'l caldo e il gelo
Di tosto ritrovar gli amati rami,
E muovomi ad ognor, né parto mai.