Quante grazie oggi al Ciel divoto rendo,
Che pur sento appressar la dolce aurora,
Che del mio dipartir m'adduce l'ora
Per riportarmi ove ogni bene attendo!
Com'or me stesso e il mio temer riprendo
Che mi fea già biasmar la sua dimora!
E l'ardente desio, che c'innamora,
Com'è duro a frenar per me comprendo!
Beato, avventuroso, amico e chiaro
Giorno in guisa cotal nell'alma sculto,
Ch'indi tôr nol potrà vecchiezza e morte;
Fosse or qui teco insieme a paro a paro
Chi mi debbe mostrar l'amato e culto
Giardin, cui venne la mia Pianta in sorte!