Occhi leggiadri e bei, deh, non piangete;
Ché se ben or la nostra ria fortuna
Sì ne disgiunge, e fura, ohimè, ciascuna
Parte dell'ore già tranquille e liete;
Sempre si volge il ciel, né ferme e quete
Veggiam né stelle mai né Sol né Luna.
Ora ha il mondo dì chiaro, or notte bruna,
Or caldo, or ghiaccio, or lunghe piogge, or sete.
Ogni cosa mortal cangia suo stato;
E quella più, che al dritto corso intenta
Sola altrui forza al cammin torto piega.
Non lungo tempo andrà ch'ancor beato
Me rivedrete, e l'empia face spenta
Ch'arde il mio nido, e il voi veder mi nega.