Cristianissimo re, da voi mi viene
Quant'io posso sentir dolcezza e pace;
Solo a voi ripensar m'ha fatto e face
Scarco, lieto, tranquillo e pien di spene.
Fate pur voi che povertà che tiene
Virtù sepolta, e i bei pensier disface,
Non mi tronchi il cammin che al vulgo spiace,
Per l'orme antiche al glorïoso bene.
E sì vedrete poi la tosca lira
Tanto in alto salir col vostro nome,
Che real maestà non l'aggia a sdegno.
Dall'acceso desir che solo aspira
Ai vostri chiari onor, di tante some
Il mio indegno poter fia fatto degno.