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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Sacro terren più d'altro al mondo chiaro, Che vivo serbi alcun vestigio ancora Del gran poeta che Fiorenza onora Cui di sé (tua cagion) fu tanto avaro;

Non men sei con ragion giocondo e caro A quella Dea che il terzo cielo adora, Che il vago Cipri, ove s'innostra e indora L'immagin sua da stil più dotto e raro.

Che se legge talor le dolci rime Che udir qui fabbricar Durenza e Sorga, Ben più bella di sé si scorge in esse; E sol che intenta in lor la mente porga,

Nell'alma sente le amorose lime, E caldo il cor delle sue fiamme istesse.

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