Sacro terren più d'altro al mondo chiaro,
Che vivo serbi alcun vestigio ancora
Del gran poeta che Fiorenza onora
Cui di sé (tua cagion) fu tanto avaro;
Non men sei con ragion giocondo e caro
A quella Dea che il terzo cielo adora,
Che il vago Cipri, ove s'innostra e indora
L'immagin sua da stil più dotto e raro.
Che se legge talor le dolci rime
Che udir qui fabbricar Durenza e Sorga,
Ben più bella di sé si scorge in esse;
E sol che intenta in lor la mente porga,
Nell'alma sente le amorose lime,
E caldo il cor delle sue fiamme istesse.