Rozza mia man, che dolcemente vai
Carca del chiaro don ripien d'onore,
Di quella bianca man che di colore,
Quando verna Appennin, vince d'assai;
Quando esser deve, amor, dimmelo omai,
Che narrando il tuo ben dimostri fuore
Segno alcun breve di cotanto onore,
Di cui, se indegno sia, tu ben lo sai?
Lasso! io non so, ché 'l poter nostro e l'arte
Grazia rara immortal mai non appaga,
Ch'ella trapassa ogni intelletto umano.
So ben, vivendo ancor, che mille carte
Diran per me quanto la bella mano
Sia leggiadra, gentil, cortese e vaga.