Come dolce sent'io per queste valli,
O felici augelletti, i vostri accenti!
E con leggiadro suon fuggir correnti
Per la fresca erba i liquidi cristalli!
Quanti bianchi, vermigli, persi, e gialli
Più che gemme, e fin'ôr, puri lucenti
Fior veggio intorno coi soavi venti
Prender diporto in amorosi balli!
In che bel fiammeggiar vezzosa e schiva
Veggio farsi al balcon l'aurata Aurora,
Con l'aure innanzi, che le fanno scorta!
Ma più di tutto poi tien lieta e viva
Quest'alma afflitta, il rimembrarsi l'ora,
O magnanimo Re, ch'a voi mi porta.