Chiare acque e fresche che rigando andate
Del gallico terren la miglior parte,
Troppo è fero il destin che noi diparte
Dal mio caro tesor che meco amate.
Onde più ricche e rive più beate
Ci nascondon colei, che a parte a parte
Mi va struggendo, e ch'io dipingo in carte;
L'alma mia Pianta, e le mie frondi ornate.
La bella Pianta mia lungo la Sena
Si sta lontana, e pur di noi la preme
Talor breve desio, dicendo forse:
Deh come fu d'ogni dolcezza piena
L'Era, quel dì che sì tranquilla corse
Portando il mio cultor con meco insieme!