Qual fu mai della mia più greve doglia
Qualor veggio fra me ch'io son lontano
Dai toschi lidi, e m'affatico invano
Per riveder tra lor la patria soglia!
Deh come, ahi lasso! di morir m'invoglia
Il rimembrar ch'una medesma mano
Mi spinge a forza in tal paese strano,
E di sua libertà Fiorenza spoglia!
Ma l'invitta speranza, e l'alta aita,
Che da voi sol mi vien, gran Re de' Franchi
Pur mal grado del duol mi tiene in vita;
E fa gli spirti sbigottiti e stanchi
Prender riposo, onde la mia infinita
Pena convien che a voi pensando manchi.