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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Qual fu mai della mia più greve doglia Qualor veggio fra me ch'io son lontano Dai toschi lidi, e m'affatico invano Per riveder tra lor la patria soglia!

Deh come, ahi lasso! di morir m'invoglia Il rimembrar ch'una medesma mano Mi spinge a forza in tal paese strano, E di sua libertà Fiorenza spoglia!

Ma l'invitta speranza, e l'alta aita, Che da voi sol mi vien, gran Re de' Franchi Pur mal grado del duol mi tiene in vita; E fa gli spirti sbigottiti e stanchi

Prender riposo, onde la mia infinita Pena convien che a voi pensando manchi.

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