Druenza, tu per questa aprica valle
Dolce vagando e mormorando vai;
E 'l tuo caro signor tosto vedrai
Anzi che 'l giorno a noi volga le spalle.
Io, per mal conosciuto alpestre calle,
Qui fuggo il loco in cui gran tempo andai
Lieto cantando gli amorosi lai
Lungo l'erbose rive, perse e gialle.
Né so ben, lasso! s'io mi deggia ancora,
Pria che i dorati crin tornin d'argento,
Sperar mai di veder la bella Flora.
Deh! come è in ciel per me scurato e spento
Ogni benigno lume; e 'l verde e l'ôra
Come dal gel son vinti e dal rio vento!