Mille lingue, mill'occhi, e mille poi
Sarien poco a narrar quel ch'io vorrei,
E sfogar lagrimando i tristi omei
Glorïoso mio Re, ch'io scorgo in voi.
Invida Morte, che co' colpi tuoi
Hai fatti i nostri dì dogliosi e rei,
E ricco e bello il regno degli Dei
Di così bel tesor furato a noi.
Tu ne hai tolto il miglior di noi mortali,
L'onorata, gentil, famosa madre
Del più chiaro figliuol che fosse in terra.
Ma il gran nome di lei, l'opre leggiadre
Non ci tôrrai, crudel, che son cotali
Che non curan di tua né d'altrui guerra.