Di piaggia in piaggia, e d'uno in altro monte
Cantando vo nel più gelato algore
Il mio gran Re, che con divino onore
Tien di mille virtù corona in fronte.
Venti aspri, e nevi a disturbarmi pronte,
Non mi pòn tanta dar tema e dolore;
Ch'all'aria, all'onde, al cielo a tutte l'ore
Il suo chiaro valor non scriva e conte.
Ben mi poss'io doler che Febo sia
Pigro a vestir contr'a' nemici armati
Per colui l'arme, che 'l suo lume adora.
Ma spero almen che più cortese fia
Quando (forse) i miei crin saranno ornati
Dell'alma fronda sua, che 'l cielo onora.