Alma città che con materno amore
Abbracci e ingombri la famosa Sena,
Quanto più d'altra sei dal ciel ripiena,
La sua santa mercè, d'eterno onore!
Siede al tuo gran timon quel buon Rettore
La cui chiara virtù per forza affrena
L'empia fortuna, che già mai serena
Non rivolse la fronte al suo valore!
Vivi contenta, e porgi preghi a Giove
Che faccia lunghi i dì tranquilli e chiari
Del gran Francesco tuo, tuo lume e speglio.
Né sian con teco i tuo' buon figli avari
Di render grazie a lui, che ha posto il meglio
Nel tuo ricco terren, negato altrove.