Qual dolcezza ho quando mi vien talora
A visitar l'inferma e trista mente
Il tempo andato, in cui sì lietamente
Fea col sommo mio ben lunga dimora.
Ch'io vedea pur le chiare luci allora
Che ben son or per me scurate e spente;
Le soavi parole udia sovente,
Il cui suon vago gli Angeli innamora.
Le chiome d'oro sparse ognor vedea,
E l'aura innamorata in dolce guerra,
E talor vinte con leggiadra noia.
La bella man che il cor m'annoda e serra,
La mia con tal pietà talor prendea,
Ch'io non so come io vissi in tanta gioia.