Pon freno a' tuoi sospir, caldo mio core,
Chiudi loro 'l sentier che al ciel gli mena,
Asciuga in te l'amara e larga vena
Che versa fuor per gli occhi il tristo umore.
Voci gravose e carche di dolore
Delle quali ogni bosco e valle è piena,
Aggiate tregua in la stagion serena,
Né mai più se non liete uscite fuore.
Non v'accorgete che troppa pietade
Prende di voi la bella donna vostra,
Che scolorisce e bagna il suo bel Sole?
Era per noi più dolce crudeltade,
Poi che allor sola fu la doglia nostra,
Or è di tal che più ne pesa e duole.