Quanta dolcezza il mondo unqua ne diede,
Occhi miei lassi, ben s'è fatto amaro,
Poiché quel ch'era sol giocondo e caro
Per altri e non per noi lunge si vede.
A cui più domandar deggiam mercede?
Al ciel non già, che ci fu troppo avaro;
Non ad Amor, ch'ei mostra aperto e chiaro
Ch'omai poco gli cal di tanta fede.
Ch'altro dunque si può che pianger sempre
Senza sperar che in riso il pianto torni,
E gir di male in mal temendo peggio?
Ahi dure nostre e disusate tempre!
Chi vide in terra mai più foschi giorni,
Di quanti io vidi, lasso! e quanti veggio?