Lasso! ch'io veggio omai, che il Ciel non vuole
Darne compiutamente alcun mai bene!
Nasce ogni dolce, ohimè! fra tante pene,
Che sempre è il più di noi quel che più duole.
Non fu mai cera al foco, o neve al sole,
Qual io pensando a chi lontan mi tiene
L'alma mia, la mia vita e la mia spene,
Colei che il mondo riverisce e cole,
Pregava il tempo che adducesse in breve
Del quinci dipartir l'ora beata
Per gir volando ove mi scorge Amore.
Or m'è, partendo, sì noioso e greve
Il voi lunge lasciar, coppia onorata,
Che del contento suo si lagna il core.