Ligure Pianta, in le cui belle fronde
I miei dolci pensier s'han fatto nido,
E notte e dì, quasi in suo albergo fido,
Ogni mia speme, ogni desir s'asconde;
Se queste rime al mio voler seconde
Non rompe o morte o 'l mio destino infido,
Forse udirai di te più lunge il grido,
Ch'altra che scaldi il Sol, che bagnin l'onde.
E ben che l'ali del mio basso ingegno
Non pôn molto per sé da terra alzarse,
Il tuo chiaro valor sua scorta fia.
Per cui d'andare al ciel fia fatto degno,
Lodando il giorno che nel mondo apparse
Tua virtù, tua beltà, tua leggiadria.