O gallico terren, fido ricetto
Di noi, che privi siam d'ogni altro bene
Fuor che di quella sol che aviamo spene
Nel tuo gran Re per rilevarci eletto,
Quand'io mi veggio in te, pace e diletto,
Che sgombra ogni dolor, nel cor mi viene,
Quasi fanciul che oblia tutt'altre pene
Quando al materno sen si sta ristretto.
E se ben lunge son la Sena e l'Arno,
La natìa carità fa nascer seco
Chi di proprio voler si fa tuo figlio.
E tanto più, che il bel purpureo Giglio
Ch'orna il mio nido, da te nacque, e teco
Restar sempre vorrìa, ma sempre indarno.