Ben puoi, Borea crudel, con ghiaccio e neve
Serrarmi il passo, e ritardar la strada,
E ritenermi qui più giorni a bada,
E far lungo il cammin che m'era breve.
Ben puote esser, com'è, noiosa e greve
Alle membra di fuor l'acuta spada
Del tuo freddo furor, che fa ch'io vada
Chiuso, ristretto, perché men m'aggreve.
Ma far non potrai già che quinci e sempre
Io non canti il mio Re, se col tuo gelo
Dal suo peso terren non scacci l'alma.
La qual poi forse dall'umane tempre
Disciolta e scarca narrerà su in cielo,
Come di ogn'altro re questo è la palma.