Come ti veggio andar superba in vista,
Or che scorgi vicin quel gran rettore,
Era gentil, che al suo gran nido onore
Più per virtù che per fortuna acquista!
Quanto poi ti vedrò sdegnosa e trista,
Partendo lui! ché non fian lunghe l'ore
Del suo star teco; ahi come tosto muore
L'allegrezza mortal che alfine attrista!
Non senti tu chiamar mill'altre rive
Di te invidiose e di sì nobil salma,
Il suo gran re che a rivederle torni?
Ma se pur del tuo re fien l'onde prive,
Ti racconsolerai pascendo l'alma
D'un dolce rimembrar gli andati giorni.