Aiolle mio gentil, cortese amico,
Come spesso sent'io che 'l vostro core
Vi dice, altro non ha ch'ira e dolore
Chi pover nacque al suo destin nemico!
Ma non crediate a lui, ché tal mendico
Appar d'oro e di gemme al vulgo fuore,
Ch'è più ricco tra' buon di vero onore
Che di frondi e di spighe il campo aprico.
Vie più d'altro tesor pregiata e cara
Fia quell'alta virtù che Dio vi diede,
Per mostrar l'armonia che il cielo ascolta.
Sia pur di questa ogni buon'alma avara,
Non di ricchezza, ch'è d'affanni erede,
E che fuor di ragion n'è data e tolta.