Tosto ch'io vidi, Amor, l'aurate chiome,
Il cui vago splendor fa invidia al Sole,
Chinai le spalle qual uom vinto suole
Alle tue faticose e dolci some.
Quando pauroso e intento ascoltai come
Suonan quaggiù l'angeliche parole,
Quelle dentr'al mio cor leggiadre e sole,
Scrissi dintorno al tuo sacrato nome.
Allorch'audace molto e poco accorto
Mirai le chiare luci, io stesso avvolsi
L'alma con laccio d'amorosa fede.
Questi tre bei guerrier m'han preso e morto;
Questi al tuo regno, ond'io mi dolgo e dolsi,
Recan sovente dolorose prede.