Lasso! Ché di dì in dì mi cresce il duolo,
Che infinito parea da voi partendo,
E quanto danno sia più ognor comprendo
L'esser da sì bel Sol lontano e solo.
Pur coi chiari pensier levato a volo,
Là dove io v'ho lasciata, l'ali stendo.
Ivi miro, contemplo, ascolto e intendo
Quel che fa invidia all'uno e all'altro polo.
Non ha il vostro terren dentro o dintorno
Prato, colle, montagna, piaggia, o riva,
Ch'io non riveggia mille volte il giorno.
Voi come foste mai pietosa o schiva
Veggio in fra l'erbe in quel sembiante adorno,
Che mi dona il valor, del cor mi priva.