Quanto felice sei, tranquilla Sena!
Quanto andrà il nome tuo fra gli altri altero!
Poiché d'un sì gran re sostien l'impero
A cui simìl qua giù si vide appena.
Oggi sei più d'onor che d'onde piena;
E ben ch'entro 'l suo cor superbo e fero,
Ceda il superbo Ren, ceda l'Ibero,
L'Oceano, e il mar che l'uno e l'altro affrena.
Né sia che teco il suo valor conforme;
Ché come il vecchio pin l'umil ginebro,
Così gli altri fra noi la Sena avanza:
Il cui divino oprar mi dà speranza,
E sia con pace tua, famoso Tebro,
Che ancor passi di te l'antiche forme.