Sommo Signor, che dell'eterno foco
Del tuo spirto gentil l'alme incendesti
A' santi messi, in ogni lingua presti
A contar del tuo nome, e 'n ogni loco;
Porgi al nostro veder, ch'è torto e poco,
Il gran lume divin, ch'a quei porgesti;
Ch'oggi è quel dì, che l'alta grazia festi
Nel mondo prima che 'l prendeva in gioco.
Tu vedi pur che senza larga aita
Di te, caro Signor, l'ingegno umano
Non può strada trovar ch'a te lo meni.
Stella, porto, nocchier, timone e vita,
Non ci lasciar perir solcando in vano
Sì tempestosi mar di scogli pieni.