Lontan da quella che a sé troppo piacque
Vermiglia rosa, onde il cor s'apre e serra,
Che non fra dure spine, e in steril terra,
Ma dentro al terzo ciel fra gli Dei nacque;
Lontan da Senna, che con sì chiar'acque
Dintorno al suo bel piè s'avvolge ed erra;
Lontan dal loco, ove in sì dolce guerra
Fui vinto, e duolmi ben, se già mi spiacque;
Qui vivo in parte abbandonata e sola,
Senza sperar la vista e il caro odore
Di sì leggiadro fior la sera almeno.
Qual porteresti invidia a tutte l'ore,
Era, al gran fiume che Matrona invola,
S'oggi vedessi quel che porta in seno!