Già piansi ahi lasso! di trovarmi privo
Del nativo terren molti anni e molti:
Pur richiamando i toschi aprici e c¢lti
Colli, d'ogn'altro e di me stesso schivo.
Or mi pento, e m'accuso, e lieto vivo
Lodando il cielo; i miei desiri stolti
Ciechi chiamando, e in mille inganni involti,
Contr'al cui vaneggiar tant'alto arrivo.
Che s'io posava ancor tra l'Elsa e l'Arno,
M'era tolto il veder l'altero e sacro,
Glorïoso Francesco, aspetto vostro:
E spogliato d'onor, negletto e macro
Di virtù, mi starei vivendo indarno,
Lunge al sommo valor del secol nostro.