Sommo lume divin che in ciel le stelle
Di tuo vago splendor fai liete e chiare,
Ch'or la terra addolcisci, i venti e 'l mare,
Visitando il Monton di Frisso e d'Elle;
Non portar, prego, le stagion novelle
Colme per noi di lagrime sì amare,
Come fur l'altre, ohimè! pur troppo avare
Del tosco sangue in queste rive e in quelle.
Tornin sì dolci in noi, che in dolce oblio
Possa il tempo avvenir l'andato porre,
E di Saturno omai trionfi Giove.
Io con la Pianta mia lungo il bel rio
Mi possa all'ombra de' suoi rami accôrre,
Lieto cantando sue bellezze nuove.