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1495–1556

SONETTO.

Luigi Alamanni

Deh! non più lagrimar, Pianta mia cara, Ché in anima gentil si disconviene Contrastar con natura, e si conviene Portar con pace ogni sua doglia amara.

Altri vivendo e sofferendo impara Come nullo è quaggiù perfetto bene, Ma fumo ed ombra che si parte e viene, Com'è voler della fortuna avara.

S'or v'ha lasciata l'onorata suora, Maraviglia non sia; per gire a morte, Non per sempre restar nel mondo scese. Grazie rendere a Dio più degno fôra,

Poi che lunghe giornate e fide scorte L'han ricondotta al cielo, ov'ella intese.

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