Lasso, ch'io più non so quel ch'io mi voglio,
Ché non m'oso voler quel ch'io vorrei;
Sì veggio ogni mio ben noioso a lei
Che sola in questo mar m'è guida e scoglio.
Non però di pietà così mi spoglio,
Ch'io torca indietro i caldi desir miei
A chieder il mio mal ch'io pur dovrei
Senza tema fuggir più ch'io non soglio.
Fragil mio legno, combattuto e stanco
Volgi le vele omai, raccoi le sarte
Dal dolce vento che fin qui t'ha scorto.
Lassa il destro sentiero, e fuggi al manco,
Drizza la prora tua per quella parte
U' schivi la tempesta, e fugga il porto.