Quand'io vidi l'altr'ier negli occhi vostri,
Signor, quella pietà che larga viene
Dal naturale amor che aggiunti tiene
I pensieri, i desir, gli affetti nostri,
Dissi: o Fortuna ria, come pur mostri
D'esser contraria sempre ad ogni bene
Del maggior Gallo, al cui valor conviene
Oggi il più bel dei più lodati inchiostri.
Né potendo, crudel, nel regio petto
Stampar più d'altra omai profonda piaga,
Al materno tesor volgesti l'arme.
E così ti foss'ei dal ciel disdetto,
Come messo il suo cor sotterra parme,
Se il tuo fero desir di lei s'appaga!